Regole di etichetta nei ryokan: consigli per vivere al meglio una locanda tradizionale giapponese
Dormire almeno una volta in un ryokan, la tradizionale locanda giapponese, è uno dei desideri più comuni di chi viaggia in Giappone. Tra le diverse sistemazioni tipiche, il ryokan resta la scelta più autentica per entrare in contatto con l’ospitalità e la cultura nipponica. Un soggiorno in ryokan è un’esperienza fatta di tatami, futon e attenzione per l’ospite, semplice da vivere anche per chi è alla prima volta. La scelta dipende da zona, posizione, tipologia di camera, livello di servizio e numero di persone, elementi che incidono anche sul budget.
Indice dei contenuti
- Cosa aspettarsi da un ryokan
- Ryokan in Giappone: le 5 regole da osservare
- Conclusione
- FAQ - Domande Frequenti
In Breve
Cosa sapere prima di dormire in un ryokan:
Un ryokan è più di un alloggio: è un’esperienza immersiva nella cultura e nell’ospitalità giapponese, fatta di tatami, futon, onsen e rituali quotidiani.
L’atmosfera segue regole di calma e rispetto: dalla puntualità ai pasti all’uso corretto dello yukata, ogni gesto contribuisce a creare ordine e armonia.
Ci sono abitudini specifiche da conoscere, come togliere le scarpe prima del tatami o lavarsi prima del bagno termale, ma sono semplici da seguire.
Scegliere il ryokan giusto fa la differenza: considera zona, accessibilità, tipo di camere e presenza di onsen o cucina kaiseki per vivere al meglio l’esperienza.
Cosa aspettarsi da un ryokan
Entrare in un ryokan significa fare un salto dentro l’estetica e l’ospitalità tradizionale giapponese, dove tutto è pensato per rallentare e ritrovare calma. Che sia semplice o di lusso, un ryokan si riconosce subito: tatami sotto i piedi, porte scorrevoli fusuma, e spesso un piccolo giardino interno che regala alle stanze un angolo di quiete.
Le camere sono essenziali e armoniose, con futon stesi sul tatami, tavolini bassi e dettagli discreti come ikebana e calligrafie. Non è raro affacciarsi su un cortile o un giardino, mentre per il bagno si può trovare una soluzione privata oppure aree comuni, spesso con vasche termali onsen perfette per recuperare energie dopo una giornata in giro.
Il bello del ryokan è che l’esperienza va oltre la stanza: si indossa lo yukata, si assapora la cucina tradizionale e, in alcune strutture, si partecipa anche ad attività culturali come la cerimonia del tè. Il servizio è attento ma mai invadente, scandito da gesti precisi e rituali — come la preparazione del futon mentre si è a cena — che contribuiscono a creare quell’ordine e quella serenità per cui il Giappone è famoso. Ed è proprio qui che entra in gioco l’etichetta: piccole regole che aiutano tutti a vivere il soggiorno nel modo più rilassante possibile.
Continua a leggere per scoprire 5 regole essenziali da seguire in un ryokan e goderti l’esperienza fino in fondo.
Ryokan in Giappone: le 5 regole da osservare
Rispetta gli orari
La puntualità non è solo una qualità, ma in Giappone è uno stile di vita.
Conviene arrivare al ryokan prima dell’ora di cena, spesso intorno alle 18:00: il check-in apre di solito verso le 15:00 e l’esperienza è pensata per iniziare con calma già dal pomeriggio. Il soggiorno segue ritmi e rituali ben scanditi, quindi organizzare i tempi in anticipo aiuta a godersi tutto senza fretta.
La posizione può fare la differenza: alcuni ryokan sono comodi da raggiungere, magari vicino a una stazione o in una prefettura famosa per le terme, altri invece si trovano in zone più tranquille e immerse nella natura. Per scegliere quello giusto vale la pena valutare accessibilità e dintorni, in base a ciò che si vuole fare. Un trucco pratico è arrivare prima e chiedere di lasciare i bagagli in struttura: di solito non ci sono problemi e questo permette di esplorare la zona prima di dedicarsi al relax.
Durante il soggiorno, la puntualità resta importante: pasti, eventuali bagni privati prenotati e check-out seguono orari precisi. Tenere d’occhio il tempo è un gesto semplice che fa parte dell’etichetta e aiuta a mantenere quell’atmosfera di ordine e tranquillità tipica del ryokan.
Mai con le scarpe sul tatami
Il tatami è uno degli elementi più affascinanti dei ryokan e proprio per questo vale una regola d’oro: sul tatami non si cammina mai con le scarpe. Quando trovi pavimenti in tatami, significa che le scarpe vanno tolte subito, spesso già all’ingresso o comunque prima di arrivare in quella zona. Una delle prime cose che si notano entrando in stanza in un ryokan sono le porte scorrevoli in legno (fusuma) e l’arredamento essenziale, che contribuiscono a creare un’atmosfera autentica e armoniosa. Il legno è spesso utilizzato anche nei pavimenti, nelle strutture e negli arredi, sottolineando il legame con la natura e la tradizione giapponese.
Nei ryokan più tradizionali, all’ingresso si trova quasi sempre il genkan: una piccola area ribassata che segna il confine tra “fuori” e “dentro”. Da quel punto in poi si entra davvero nella locanda e ci si muove con calzini o pantofole, quindi conviene avere calzini in ordine e senza buchi, anche perché in Giappone capita spesso di togliersi le scarpe.
Attenzione però: sul tatami si sta solo in calzini, mai con le pantofole. Per questo, anche se all’ingresso del ryokan vengono fornite le pantofole, di solito davanti alla camera c’è un secondo mini-genkan: lì le pantofole si lasciano fuori e si entra sul tatami solo con i calzini.
E vale anche il contrario: se vuoi proteggere il tatami, proteggi anche i calzini. La parte “bassa” del genkan è considerata ancora esterno: non ci si scende con i calzini. In pratica, esistono due mondi separati — quello delle scarpe e quello dei calzini — e non si mescolano.
Ultimo consiglio semplice ma molto apprezzato: dopo aver tolto le scarpe, sistemale rivolte verso l’uscita. Non è un obbligo, ma è un gesto di buona educazione. E se ci si dimentica, niente panico: spesso sarà lo staff a sistemarle o a riporle nelle apposite rastrelliere.
Lo yukata si può indossare ovunque nel ryokan
Per rendere il soggiorno ancora più rilassante, nel ryokan viene fornito uno yukata, una sorta di kimono leggero estivo. Secondo le tradizioni nipponiche, è consuetudine indossare lo yukata all’interno del ryokan e per recarsi all’onsen, contribuendo a creare un’atmosfera autentica e rispettosa delle usanze locali. Questa pratica fa parte delle esperienze tipiche offerte dal soggiorno in un ryokan, che permette di immergersi completamente nello stile di vita nipponico.
Una cosa importante: lo yukata non è un “souvenir”. Non si porta a casa, perché è destinato solo all’uso all’interno del ryokan. Detto questo, in alcune località termali è consuetudine uscire per una passeggiata serale in yukata: succede, per esempio, a Ginzan Onsen o a Kinosaki Onsen, ed è un’esperienza che vale davvero la pena provare.
Attenzione però a come lo si indossa: ci sono piccole regole da rispettare e, se serve, un video tutorial può chiarire tutto in un attimo. La regola più importante riguarda la sovrapposizione: come da tradizione, il lato sinistro va sempre sopra il destro (l’ordine opposto è riservato ai defunti). La cintura si lega in vita per le donne e più in basso, sui fianchi, per gli uomini. Infine, lo yukata va chiuso bene, senza lasciare i lembi troppo morbidi o aperti.
Prima del bagno, doccia obbligatoria
Sul blog abbiamo già parlato di onsen e, in particolare, dei sento. Le regole di base sono molto simili e una delle più importanti è questa: prima di entrare nella vasca è necessario lavarsi accuratamente, come parte delle esperienze autentiche e del servizio attento che caratterizzano queste strutture.
Un’altra regola fondamentale è che ci si immerge completamente nudi. Se questa cosa mette a disagio, la soluzione più semplice è scegliere un ryokan con bagno privato in camera, oppure con un bagno “a uso esclusivo” prenotabile per sé o per la propria famiglia. Se vuoi andare sul sicuro, possiamo darti una mano noi di Japanspecialist: spesso nei ryokan non si parla inglese e chiarire in anticipo dettagli, disponibilità e regole non è sempre immediato.
Non esiste un orario “giusto” per fare il bagno: alcuni ryokan tengono l’area bagno aperta quasi sempre, altri chiudono durante la notte. In ogni caso, gli orari vengono spiegati al check-in. Un trucco per trovare spesso poca gente? Andare poco prima del check-out, ovviamente senza rischiare di arrivare in ritardo. Di solito le vasche si riempiono soprattutto prima di cena e intorno all’orario della colazione.
Non saltare i pasti
Colazione e cena sono parte integrante dell’esperienza in ryokan. La colazione tipica in un ryokan può includere riso, pesce e la tradizionale zuppa di miso, offrendo così un assaggio autentico della cultura locale. Molte strutture oggi permettono di prenotare anche solo il pernottamento, ma nei ryokan più tradizionali il soggiorno include quasi sempre notte, colazione e cena.
Per un’esperienza davvero speciale, vale la pena puntare sui ryokan che propongono la cucina kaiseki: una sequenza di portate raffinate, stagionali e curate nei minimi dettagli. Spesso serviti in camera o in spazi comuni, si tratta di pasti lunghi e abbondanti, quindi si consiglia di arrivare con un po’ di appetito.
Il servizio durante i pasti è particolarmente attento: lo staff si prende cura di ogni dettaglio, offrendo stoviglie tradizionali, presentazioni curate e ingredienti locali che rendono unica l’esperienza gastronomica in ryokan. Ecco anche perché conviene fare check-in presto, idealmente non oltre le 17:30: lo staff ha bisogno di tempo per organizzare tutto e per servire i piatti al momento giusto. I pasti seguono orari precisi e vengono portati in tavola puntuali: se si arriva tardi, il cibo può aspettare… e nel frattempo raffreddarsi e perdere sapore. In un ryokan, arrivare tardi per cena è considerato poco rispettoso, quindi meglio evitare.
Conclusione
Un ultimo suggerimento pratico: meglio avere un po’ di contanti in tasca, soprattutto se il soggiorno non è stato saldato prima della partenza. In Giappone i contanti sono molto diffusi e nei ryokan più tradizionali la carta non è sempre un’opzione. Se non riesci a verificare con certezza le modalità di pagamento, vai sul sicuro: metti da parte la cifra per la notte e aggiungi un piccolo margine per qualche sfizio, come un sakè del posto o alcuni snack da gustare in camera.
Perfetto: ora hai una bussola chiara tra regole, gesti di rispetto e piccole attenzioni che fanno davvero la differenza. Con queste indicazioni, vivere un ryokan diventa semplice e naturale, e ci si può concentrare su ciò che conta: rilassarsi, assaporare la cucina e godersi l’atmosfera unica della tradizione giapponese.
Se ti serve una mano per scegliere il ryokan più adatto al tuo stile di viaggio — in città o nella natura, con onsen privato o aree comuni, con cena kaiseki inclusa o formule più leggere — prenota una consulenza: ti aiutiamo a trovare la soluzione giusta, verificando dettagli e disponibilità, così una volta sul posto puoi pensare solo a goderti l’esperienza.
FAQ - Domande Frequenti
Che cos’è un ryokan?
Un ryokan è una locanda tradizionale giapponese che offre un’esperienza autentica fatta di ambienti in tatami, futon, pasti tipici e ospitalità attenta ai dettagli.
In cosa si differenzia da un hotel?
A differenza degli hotel moderni, il soggiorno in ryokan segue ritmi lenti e rituali precisi. L’atmosfera è più intima e tranquilla, e l’attenzione al cliente è parte integrante dell’esperienza.
Come si dorme in un ryokan?
Nella maggior parte dei casi si dorme su un futon steso sul pavimento in tatami. In molte strutture tradizionali, lo staff prepara il letto durante la cena, ma non è sempre garantito: in alcune strutture può essere richiesto di farlo autonomamente.
È obbligatorio spogliarsi per l’onsen?
Sì, nei bagni termali comuni (onsen) si entra nudi, dopo essersi lavati accuratamente. Se non ti senti a tuo agio, puoi optare per un ryokan con bagno privato. Nota: in alcune strutture i tatuaggi visibili possono non essere ammessi nelle aree comuni. Verifica prima della prenotazione.
È necessario portare qualcosa di specifico?
No, la maggior parte dei ryokan fornisce tutto il necessario: yukata, pantofole, asciugamani. È consigliabile avere calzini puliti e in buono stato, poiché si cammina scalzi sul tatami.
Posso indossare lo yukata ovunque nella struttura?
Sì, lo yukata è pensato proprio per essere indossato durante tutto il soggiorno, anche per andare a cena o all’onsen. In alcune località termali è comune uscire in yukata per una passeggiata serale.
I ryokan accettano carte di credito?
Non tutti. Nei ryokan più tradizionali è preferibile pagare in contanti. Se il pagamento non è stato completato in anticipo, è consigliabile portare con sé yen sufficienti per l’intero soggiorno.
Ci sono orari da rispettare?
Sì. Il check-in inizia solitamente intorno alle 15:00, mentre la cena viene servita verso le 18:00. È importante rispettare gli orari indicati per pasti, onsen e check-out, in segno di rispetto per lo staff e per mantenere l’atmosfera rilassata del luogo.