Guida al kimono giapponese: storia, tipologie ed esperienze
Passeggiando tra le vie di Gion, a Kyoto, o tra le bancarelle del tempio Sensoji, a Tokyo, è facile incontrare persone che indossano un kimono. Oggi il kimono giapponese non fa più parte dell’abbigliamento quotidiano, ma resta profondamente legato alla cultura tradizionale. In questa guida scopriamo la sua storia, le principali tipologie, le differenze con lo yukata, come si indossa e dove provarlo durante un viaggio in Giappone.
Indice
- Storia del kimono in Giappone
- Tipologie di kimono
- Come si indossa un kimono tradizionale
- Come si indossa uno yukata
- Dove provare il kimono in Giappone
- Dove acquistare kimono e yukata
- Domande frequenti su kimono e yukata
In breve
- La storia del kimono affonda le radici nei secoli precedenti, ma la sua forma moderna deriva soprattutto dal kosode, affermatosi tra il tardo periodo Muromachi e il periodo Edo.
- Lo yukata è una versione più leggera e informale, generalmente realizzata in cotone o altri tessuti freschi.
- I kimono femminili si distinguono soprattutto in base al grado di formalità e all’occasione in cui vengono indossati.
- Indossare correttamente un kimono richiede diversi accessori e una certa esperienza: per chi viaggia, il noleggio con vestizione professionale è spesso la soluzione più semplice.
- Tokyo e Kyoto sono le mete più note per provare un kimono, ma anche Kanazawa, Kawagoe, Kamakura e Kitsuki offrono scenari ideali.
Storia del kimono in Giappone
Le radici del kimono affondano nel periodo Heian (794-1185), quando l’abbigliamento giapponese iniziò a rielaborare in forme sempre più proprie le influenze provenienti dal continente asiatico.
La forma del kimono moderno deriva però soprattutto dal kosode, un indumento dalle piccole aperture ai polsi che tra il tardo periodo Muromachi e il periodo Edo passò da sottoveste a capo esterno e si diffuse ampiamente.
La parola kimono significa letteralmente “cosa da indossare”, ma il termine nel senso moderno si affermò solo nel XIX secolo.
Nel corso dei secoli la struttura del kimono è cambiata relativamente poco: viene ancora realizzato a partire da un unico rotolo stretto di tessuto, chiamato tanmono, e richiede pochissimi tagli rispetto a molti abiti occidentali.
I tessuti, invece, hanno conosciuto una notevole evoluzione, sia nei materiali sia nelle fantasie. I primi kimono erano quasi esclusivamente in seta, che rimase il materiale predominante fino al XX secolo.
Lo yukata ha origini nel periodo Heian: il suo predecessore, lo yukatabira, era una veste leggera di canapa utilizzata dall’aristocrazia in relazione al bagno.
Dal XVII secolo, con la diffusione del cotone, divenne popolare anche tra la popolazione comune. Nel tempo, kimono e yukata sono stati realizzati anche con altri materiali, comprese fibre sintetiche più semplici da mantenere.
Tipologie di kimono
In questa guida distinguiamo tra kimono e yukata: il secondo è una veste più leggera e informale, generalmente in cotone o altri tessuti freschi, associata soprattutto all’estate, ai festival e ai soggiorni negli onsen.
All’interno dei kimono da donna esistono diverse tipologie, distinte soprattutto per grado di formalità e occasione d’uso. Tra le più comuni troviamo komon, homongi, iro muji, tomesode e furisode. Vediamole partendo dalle più informali fino ad arrivare a quelle riservate alle occasioni più importanti.
Komon: il kimono di tutti i giorni
Quando il kimono faceva ancora parte dell’abbigliamento quotidiano in Giappone — e parliamo di meno di un secolo fa — il komon era una delle tipologie più comuni.
Poteva essere realizzato in tsumugi, una seta dalla texture più grezza, oppure in cotone ed era generalmente caratterizzato da piccoli motivi ripetuti su tutta la superficie. Proprio come oggi, non era considerato adatto a eventi formali come matrimoni o cerimonie di laurea.
Foto: Todd Fong
Homongi: il kimono semi-formale più decorato
Il termine homongi significa letteralmente “abito da visita”. Si tratta di kimono eleganti, caratterizzati da colori raffinati e decorazioni dipinte, tinte o ricamate che attraversano diverse parti dell’abito.
I motivi rappresentano spesso fiori o paesaggi naturali e possono partire dalla spalla, proseguire lungo le maniche e arrivare fino alla parte inferiore del kimono. Alcuni presentano anche i kamon, gli stemmi di famiglia.
L’homongi può essere indossato sia da donne sposate sia non sposate ed è scelto soprattutto per occasioni formali o semi-formali, come matrimoni a cui si partecipa come invitati, cerimonie del tè, ricevimenti e cene importanti.
Iro muji: il kimono semi-formale più sobrio
Gli iro muji sono kimono in tinta unita disponibili in numerosi colori e particolarmente indicati nelle occasioni in cui si desidera mantenere un’eleganza discreta.
La loro semplicità permette di renderli più o meno formali attraverso gli accessori. Ogni dettaglio del kimono racconta una storia sullo status di chi lo indossa, e motivi e colori possono riflettere la stagione in corso. I modelli più raffinati possono presentare motivi realizzati direttamente nella tessitura, ma non decorazioni tinte in colori differenti.
Anche la presenza dei kamon influenza il livello di formalità: un iro muji può avere uno oppure tre stemmi di famiglia, con tre kamon riservati alle occasioni più formali. Viene spesso indossato durante celebrazioni familiari, cerimonie di laurea o cerimonie del tè, con tessuti scelti in base alla stagione.
Tomesode: il kimono delle occasioni più formali
Il tomesode è un kimono formale generalmente indossato dalle donne sposate. Si riconosce per le ricche decorazioni concentrate esclusivamente al di sotto della vita, spesso realizzate con tinture dorate o fili ricamati.
La versione più formale è il kuro-tomesode, nero nella parte superiore e tradizionalmente riservato alle donne sposate.
Le decorazioni si concentrano nella parte inferiore dell’abito e la presenza dei kamon ne sottolinea ulteriormente la formalità. Ai matrimoni, il kuro-tomesode è tradizionalmente indossato soprattutto dalle madri degli sposi e da altre parenti strette sposate.
Foto: Todd Fong
Furisode: il kimono formale a maniche lunghe
Il furisode è uno dei kimono più facili da riconoscere, grazie alle lunghe maniche e alle decorazioni elaborate che ricoprono gran parte del tessuto.
Nella tradizione contemporanea è il kimono formale per eccellenza delle giovani donne non sposate e viene indossato in occasioni importanti come il Seijin no Hi, il Giorno della maggiore età, e spesso, abbinato all’hakama, durante le cerimonie di laurea.
Esistono poi altri abiti tradizionali meno comuni, utilizzati soprattutto in contesti cerimoniali o performativi. Tra questi troviamo lo shiromuku da matrimonio, il junihitoe, antico abito di corte a più strati, e l’hikizuri, utilizzato soprattutto nella danza tradizionale.
I kimono da uomo
Anche gli uomini indossano kimono e yukata, ma i modelli maschili tendono ad avere colori e fantasie più sobri rispetto a quelli femminili, spesso in tinta unita o con decorazioni molto discrete.
Nelle occasioni più formali, il kimono maschile può essere completato da un haori, la giacca da indossare sopra il kimono, e dall’hakama, un ampio pantalone tradizionale. Anche gli accessori sono generalmente più essenziali rispetto a quelli utilizzati con i kimono femminili.
Come si indossa un kimono tradizionale
A prima vista il kimono può sembrare un capo molto semplice, ma indossarlo correttamente richiede una certa esperienza, soprattutto nel caso dei modelli femminili.
Il motivo principale è che il kimono ha una struttura standardizzata, mentre il corpo di ogni persona è diverso. L’adattamento dell’abito avviene quindi nel momento in cui viene indossato, anziché attraverso una sartoria modellata sulla singola persona.
Questo significa che lo stesso kimono può adattarsi a corporature differenti, ma anche che servono tecnica e pratica per sistemarlo nel modo corretto.
Un’altra parte importante è l’abbinamento degli accessori. Il kimono, infatti, non viene indossato da solo: colori, tessuti e dettagli vengono combinati per creare un insieme armonioso.
Sotto il kimono si indossa il nagajuban, una veste leggera simile nella forma al kimono. Sul suo colletto può essere applicato un haneri, un elemento decorativo che rimane visibile e viene scelto in modo da armonizzarsi con il resto dell’abito. Oggi esistono anche haneri in materiali e stili più contemporanei, dal pizzo ai ricami più elaborati.
Cordoncini, fasce, borse e sandali completano l’insieme, ma l’accessorio più importante rimane senza dubbio l’obi.
L’obi è l’ampia cintura che avvolge il kimono. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è principalmente l’obi a tenere chiuso l’abito: la sua funzione è soprattutto decorativa.
Nei kimono femminili, la lunghezza dell’abito viene regolata creando una piega all’altezza della vita e fissandola con apposite fasce in cotone. L’obi nasconde queste fasce e, allo stesso tempo, crea un contrasto o un abbinamento con il kimono.
Come per il kimono, esistono diversi tipi di obi. L’hanhaba obi, più stretto e informale, viene spesso indossato con yukata e komon. Il fukuro obi, invece, è molto più formale e può essere realizzato con fili dorati o argentati.
Nei negozi di kimono vintage è facile trovare anche i Nagoya obi, più semplici da indossare e generalmente caratterizzati da fantasie meno formali. Le donne portano l’obi piuttosto in alto, appena sotto il busto, mentre gli uomini lo indossano più in basso, all’altezza dei fianchi.
Foto: Todd Fong
Online si trovano moltissimi tutorial su come indossare un kimono, ma durante un viaggio in Giappone la maggior parte delle persone desidera semplicemente provarlo per qualche ora.
La soluzione più pratica è quindi rivolgersi a un negozio di noleggio kimono, dove il servizio comprende generalmente anche la vestizione professionale. Chi si occupa della vestizione può inoltre aiutarti a scegliere obi e accessori che si abbinino al kimono, evitando di perdersi tra le moltissime combinazioni possibili.
Come si indossa uno yukata
Con lo yukata le cose diventano decisamente più semplici. Se soggiorni in un ryokan tradizionale o visiti una località termale, è molto probabile che ne venga messo uno a disposizione durante il soggiorno.
Lo yukata non richiede tutti gli strati e gli accessori tipici del kimono e può essere indossato sopra la normale biancheria intima.
C’è però una regola importante da ricordare: il lato sinistro dello yukata deve sempre sovrapporsi al lato destro. Fare il contrario significa adottare l’inverso della piegatura tradizionalmente riservato ai defunti durante i funerali ed è quindi un errore che difficilmente passa inosservato in Giappone.
Dove provare il kimono in Giappone
Se vuoi noleggiare un kimono e passeggiare per qualche ora indossandolo, probabilmente avrai già sentito parlare delle due destinazioni più famose: Tokyo e Kyoto.
Ad Asakusa, nei dintorni del tempio Sensoji, si trovano decine di negozi di noleggio e il quartiere è uno degli scenari più popolari di Tokyo per passeggiare in kimono.
A Kyoto, invece, le zone di Gion, Higashiyama e Arashiyama offrono moltissime possibilità. Alcuni studi specializzati propongono anche esperienze ispirate alle maiko, con trucco e acconciatura dedicati, mentre chi preferisce un’esperienza più semplice può noleggiare un kimono e passeggiare tra le strade lastricate di Ninenzaka.
Foto: Todd Fong
Se preferisci un’esperienza più tranquilla, esistono però diverse alternative meno affollate.
Kawagoe, nella prefettura di Saitama, e Kamakura, nella prefettura di Kanagawa, sono entrambe facilmente raggiungibili da Tokyo e offrono quartieri storici particolarmente adatti a una passeggiata in kimono, soprattutto durante la settimana.
Kanazawa è invece una valida alternativa a Kyoto, grazie ai suoi quartieri del periodo Edo perfettamente conservati. Molto più lontana dai principali itinerari turistici si trova Kitsuki, nella prefettura di Oita: un’antica città castello dove trascorrere un’intera giornata in kimono tra il castello, le strade storiche e le antiche residenze samurai.
Le località termali sono invece perfette per provare lo yukata durante tutto l’anno. A Kurokawa Onsen, nella prefettura di Kumamoto, o Ginzan Onsen, nella prefettura di Yamagata, è normale passeggiare tra un bagno termale e l’altro indossando lo yukata fornito dalla struttura.
Nei mesi più freddi, le strutture possono fornire anche una sopravveste da indossare sopra lo yukata, così da restare al caldo durante le passeggiate.
Anche i festival estivi rappresentano uno dei momenti migliori per indossare uno yukata. Puoi mescolarti alla folla tra danze tradizionali, bancarelle di street food e spettacoli di fuochi d’artificio.
Festival di questo tipo si svolgono praticamente in tutto il Giappone: basta scegliere la destinazione, indossare uno yukata e immergersi nell’atmosfera.
Foto: Todd Fong
Dove acquistare kimono e yukata
Se dopo averli provati decidi di portare a casa un kimono o uno yukata come souvenir, le possibilità non mancano. La prima scelta da fare è capire se preferisci acquistare un capo nuovo oppure vintage.
In molte delle principali zone turistiche, come Asakusa a Tokyo o Higashiyama a Kyoto, si trovano negozi che vendono yukata nuovi e relativamente semplici da indossare anche senza assistenza.
In alcuni ryokan è inoltre possibile acquistare nel negozio della struttura lo stesso modello di yukata utilizzato durante il soggiorno: un ricordo decisamente originale dell’esperienza.
Acquistare un kimono nuovo può essere più complicato, perché molti vengono ancora realizzati su misura partendo da un rotolo di tessuto tanmono. Il risultato offre naturalmente una vestibilità perfetta, ma la realizzazione richiede tempo e può comportare una spesa importante.
Nei mercatini e nei negozi dell’usato si trovano kimono a prezzi molto diversi. I capi più economici possono presentare macchie o segni del tempo, mentre con una spesa maggiore è possibile trovare modelli in ottime condizioni e talvolta quasi nuovi.
Catene specializzate come Tansu-ya offrono un’ampia selezione di kimono, yukata e accessori, con una forte presenza di capi di seconda mano. I punti vendita si concentrano soprattutto nell’area di Tokyo, ma sono presenti anche a Osaka e Kyoto. Un negozio si trova anche nell’Haneda Airport Garden, collegato al Terminal 3.
Domande frequenti su kimono e yukata
Qual è la differenza tra kimono e yukata?
Il kimono può essere realizzato in seta, fibre sintetiche e altri tessuti e viene generalmente indossato con più strati e accessori. Lo yukata è invece una veste più informale e leggera, solitamente in cotone o altri tessuti freschi, molto più semplice da indossare.
Chiunque può indossare un kimono o uno yukata?
Sì. Chiunque può indossare un kimono o uno yukata, purché lo faccia con rispetto. Molti negozi di noleggio sono abituati ad accogliere chi visita il Giappone e offrono assistenza sia nella scelta del modello sia nella vestizione.
Cosa si indossa sotto il kimono o lo yukata?
Sotto il kimono viene generalmente indossato un nagajuban, una veste leggera simile al kimono. Con lo yukata, invece, è sufficiente la normale biancheria intima. Ricorda sempre di sovrapporre il lato sinistro a quello destro.
Anche gli uomini possono indossare kimono e yukata?
Certamente. I kimono maschili tendono ad avere colori e decorazioni più sobri, ma la struttura di base è la stessa. Gli yukata da uomo sono particolarmente diffusi nei ryokan, nelle località termali e durante i festival estivi.
Quali sono i posti migliori per provare un kimono in Giappone?
Tra le località più popolari ci sono Asakusa a Tokyo, Gion a Kyoto e Kanazawa. Se preferisci un’atmosfera più tranquilla, puoi considerare Kawagoe, Kamakura o Kitsuki.
Posso indossare un kimono durante una cerimonia del tè?
Sì. A Kyoto puoi partecipare a una cerimonia del tè in kimono, un’esperienza che unisce la vestizione tradizionale alla preparazione e degustazione del matcha.
Posso acquistare un kimono usato?
Sì. Il mercato dei kimono di seconda mano è molto diffuso e permette di trovare capi in ottime condizioni. Se vuoi realmente indossarlo, ricorda però di acquistare anche gli accessori necessari, come l’obi e la veste da indossare sotto il kimono.
Posso indossare kimono o yukata durante un festival?
Sì. Lo yukata è particolarmente diffuso durante i festival estivi, mentre il kimono viene spesso indossato in occasione del Capodanno, dei matrimoni e di altre celebrazioni stagionali.
Quali accessori servono per indossare un kimono?
Tra gli accessori principali troviamo il nagajuban, l’obi, l’obijime o cordoncino decorativo, l’obidome, le calze tradizionali tabi e i sandali zori o geta.