Cucina giapponese: guida completa per un autentico viaggio culinario

24 feb 2026
Esperienze culinarie

Nella terra del Sol Levante, l’arte culinaria va ben oltre il semplice nutrimento: è espressione di cultura, equilibrio e identità. La cucina giapponese, celebre per la sua apparente semplicità, la precisione assoluta e tradizioni radicate nei secoli, ha conquistato il palato degli appassionati di gastronomia in tutto il mondo. Noi di Japanspecialist la conosciamo in profondità, in tutte le sue sfumature, e in questa guida ti accompagniamo alla scoperta della sua filosofia, degli ingredienti fondamentali, dei piatti tradizionali e delle specialità regionali. Esploreremo anche l’etichetta a tavola, la cultura gastronomica che va oltre il piatto e una selezione di ristoranti per vivere esperienze autentiche durante un viaggio in Giappone. Potrebbe essere una semplice lettura… oppure l’inizio del tuo prossimo viaggio.

Indice dei contenuti 

In Breve 

Ecco ciò che affronteremo in questo articolo: 

  • La cucina giapponese è prima di tutto una filosofia: armonia, equilibrio e attenzione al dettaglio guidano ogni piatto. 

  • Umami e stagionalità sono elementi centrali: profondità del sapore e rispetto dello shun definiscono l’identità gastronomica del Giappone. 

  • Ingredienti come salsa di soia, mirin, sake, dashi e miso costituiscono la base del profilo aromatico della cucina giapponese. 

  • Le tecniche di preparazione — dalla griglia al vapore, dalla cottura lenta al crudo — hanno un obiettivo comune: valorizzare la materia prima. 

  • Piatti iconici come sushi, ramen, tempura e donburi raccontano la varietà e la ricchezza della tradizione culinaria giapponese. 

  • L’etichetta a tavola fa parte dell’esperienza: bacchette, sake e omotenashi esprimono rispetto per il cibo e per chi lo condivide. 

  • Mangiare fuori in Giappone richiede qualche attenzione: prenotazioni, piattaforme online e conoscenza di base del contesto aiutano a scegliere con consapevolezza. 

  • Tradizione e innovazione convivono: washoku, yoshoku e cucina fusion mostrano come la gastronomia giapponese continui a evolversi nel mondo. 

Introduzione alla cucina giapponese

La cucina giapponese non è soltanto un insieme di piatti iconici, ma un sistema culinario complesso, radicato nella storia e profondamente legato alla cultura del Paese. Per comprenderla davvero, è necessario andare oltre le immagini più conosciute e analizzarne l’essenza, l’evoluzione storica e le caratteristiche che la rendono unica nel panorama gastronomico mondiale. 

Che cos’è la cucina giapponese? 

La cucina giapponese è una tradizione culinaria unica e straordinariamente varia, capace di conquistare gli appassionati di gastronomia in tutto il mondo. Alla base della cucina giapponese troviamo il rispetto della stagionalità, la semplicità e l’assoluta freschezza degli ingredienti. Non si tratta solo di gusto: questa forma d’arte culinaria valorizza anche l’estetica del piatto e l’armonia dei sapori. Elementi fondamentali della cucina giapponese sono condimenti come la salsa di soia, che dona profondità e intensità umami, e il wasabi, che aggiunge una nota pungente e decisa. L’attenzione meticolosa ai dettagli, insieme all’equilibrio tra sapori e consistenze, rende la cucina giapponese un’autentica esperienza gastronomica. 

Breve storia della cucina giapponese 

La storia della cucina giapponese è ricca e articolata quanto quella del Paese stesso. Le sue origini risalgono al periodo Jōmon (14.000–300 a.C.), quando l’alimentazione si basava principalmente su riso, pesce e verdure. Con l’introduzione del Buddhismo nel VI secolo d.C., si assistette a un importante cambiamento: la religione scoraggiava il consumo di carne, favorendo lo sviluppo di una cucina prevalentemente vegetariana. Il periodo Edo (1603–1867) rappresentò una fase di grande trasformazione per la cultura gastronomica giapponese. In questi anni nacquero il sushi e molte preparazioni a base di pesce che oggi sono diventate iconiche. In epoca moderna, la cucina giapponese ha saputo integrare influenze occidentali, introducendo nuovi ingredienti e tecniche di cottura, pur mantenendo intatta la propria identità tradizionale. Questa armoniosa fusione tra passato e presente continua a caratterizzare l’alimentazione in Giappone. In Giappone è possibile trovare un’ampia varietà di proposte gastronomiche, adatte anche a chi segue una dieta vegetariana rigorosa o ha esigenze alimentari specifiche, come un’alimentazione senza glutine. 

Caratteristiche della cucina giapponese 

Un pasto giapponese tipico si distingue per l’equilibrio tra sapori dolci, salati, acidi e umami, spesso accompagnati da riso al vapore. Piatti celebri come sushi, ramen e tempura testimoniano la ricchezza e la profondità di questa tradizione culinaria. La cura nella scelta degli ingredienti e l’attenzione artistica nella preparazione trasformano ogni piatto in una vera celebrazione del cibo. 

La filosofia culinaria giapponese

La cucina giapponese è molto più di semplice cibo: riflette una profonda filosofia culturale evolutasi nel corso dei secoli. Scopri l’essenza della filosofia culinaria giapponese, esplorandone i principi fondamentali e il suo approccio armonioso al cibo. 

Armonia ed equilibrio 

Al centro della cucina giapponese troviamo il concetto di armonia, noto come wa. Wa rappresenta il delicato equilibrio e la coesistenza di elementi contrastanti — sapori, consistenze, colori e persino stagioni — all’interno di un unico pasto. Questo principio non riguarda soltanto la gastronomia, ma permea ogni aspetto della vita giapponese. 

Nella cucina giapponese si percepisce l’equilibrio sottile tra dolce e salato, tra umami e amarezza, tra consistenze croccanti e morbide. Questo equilibrio si estende anche alla presentazione visiva dei piatti, dove colore e disposizione sono studiati con estrema cura. Raggiungere l’armonia è una ricerca costante di perfezione, che si traduce in creazioni non solo deliziose, ma anche esteticamente raffinate. 

E siamo solo all’inizio. 

assortimento di piatti della cucina giapponese

Il ruolo dell’umami 

Non si può parlare di cucina giapponese senza menzionare l’umami, spesso definito il “quinto gusto”. L’umami è quella nota saporita e avvolgente che arricchisce e completa il profilo gustativo di un piatto. Non è un concetto astratto: è naturalmente presente in ingredienti come alghe, funghi, salsa di soia e fiocchi di bonito essiccato. 

La padronanza dell’umami è centrale nella cucina giapponese. Chef professionisti e cuochi casalinghi ricercano questo equilibrio con grande attenzione, e quando viene raggiunto il risultato è straordinario. L’umami è il segreto dei brodi profondi, delle salse intense e delle marinature che caratterizzano la gastronomia giapponese. 

Stai prendendo appunti? 

ingredienti tradizionali per preparare il dashi, il brodo base fondamentale della cucina giapponese

La stagionalità nella cucina giapponese 

La cucina giapponese è profondamente legata al ritmo delle stagioni, secondo il principio dello shun. I giapponesi nutrono un grande rispetto per il susseguirsi delle stagioni, e questo si riflette nelle tradizioni gastronomiche. Ogni periodo dell’anno offre nuovi ingredienti, che vengono valorizzati attraverso piatti capaci di esprimere al meglio ciò che la natura offre. 

La primavera regala la bellezza effimera dei fiori di ciliegio e i germogli di bambù freschi. L’estate porta abbondanza di verdure e frutti di mare, ideali per preparazioni leggere e rinfrescanti. L’autunno è la stagione dei funghi, dei cachi e delle foglie d’acero che si tingono di colori intensi. L’inverno, con il suo clima rigido, invita a gustare stufati e piatti caldi come le tradizionali hotpot. 

Comprendere lo shun è fondamentale per vivere appieno l’autenticità della cucina giapponese. Significa utilizzare ingredienti al massimo della loro freschezza e connettersi profondamente ai ritmi naturali della vita. 

Finora abbiamo solo sfiorato la filosofia profonda che guida la cucina giapponese. Ma questa non è semplicemente un pasto: è l’espressione di una cultura che valorizza l’armonia, l’umami e la bellezza delle stagioni. 

Continua a leggere: sarà tutto sempre più chiaro. 

un colorato Chirashi sushi, piatto tradizionale giapponese

Ingredienti essenziali della cucina giapponese

I sapori e il carattere della cucina giapponese nascono da ingredienti selezionati con estrema cura e lavorati con grande maestria. Ecco gli elementi fondamentali da utilizzare se desideri ricreare con successo i piatti della tradizione giapponese. 

La “Santa Trinità”: salsa di soia, mirin e sake 

Il profilo aromatico della cucina giapponese si basa spesso su una combinazione fondamentale conosciuta come la “Santa Trinità”: salsa di soia, mirin e sake. Questi tre ingredienti rappresentano i pilastri del condimento giapponese e svolgono un ruolo essenziale nell’esaltare il gusto di numerose preparazioni. 

  • Salsa di soia (Shoyu): è una delle basi della cucina giapponese. Si tratta di una salsa fermentata ottenuta da soia, grano, sale e acqua. Dona ai piatti una nota profonda, sapida e ricca di umami. Esistono diverse tipologie di salsa di soia, tra cui quella chiara (usukuchi) e quella scura (koikuchi), ciascuna con un proprio profilo aromatico. 

  • Mirin: è un vino di riso dolce che conferisce una leggera dolcezza e una finitura lucida alle preparazioni. È spesso utilizzato nella salsa teriyaki e nelle glassature. Il mirin bilancia la sapidità della salsa di soia e contribuisce alla complessità dei sapori in molte ricette tradizionali. 

  • Sake: è conosciuto principalmente come bevanda alcolica giapponese, ma riveste anche un ruolo fondamentale in cucina. Viene utilizzato per intensificare i sapori, ammorbidire la carne e aggiungere profondità a salse e zuppe. Durante la cottura l’alcol evapora, lasciando una nota aromatica delicata, simile all’uso del vino nella tradizione occidentale. 

una persona versa la salsa di soia in un piattino

Freschezza e qualità: pesce e sushi 

Il Giappone è circondato dal mare e vanta una straordinaria varietà di prodotti ittici. L’amore dei giapponesi per il pesce è evidente in preparazioni come sushi e sashimi, dove freschezza e qualità degli ingredienti sono fondamentali. 

  • Sushi: è una vera forma d’arte, che esprime l’equilibrio raffinato tra sapori e consistenze. Protagonista indiscusso è il pesce crudo (sashimi) o altri frutti di mare, affettati con precisione e abbinati a riso condito con aceto. I maestri del sushi selezionano con grande attenzione le migliori materie prime per creare composizioni che sorprendono al primo assaggio. 

  • Sashimi: rappresenta l’espressione più pura della valorizzazione del pesce. Servito crudo e tagliato finemente, permette di apprezzare appieno la freschezza e la qualità di pesci e crostacei. Solitamente viene accompagnato da wasabi e salsa di soia, così da poter regolare l’intensità del sapore secondo le proprie preferenze. Un piccolo suggerimento: mescola una piccola quantità di wasabi nella salsa di soia per un’esperienza gustativa ancora più intensa. 

Mix di sashimi tipico giapponese

Fondamentali e versatili: riso e noodles 

Riso e noodles sono elementi centrali nella cucina giapponese. Si presentano in molte varianti e costituiscono la base su cui si sviluppa un’ampia gamma di piatti. 

  • Riso (Gohan): è il cardine dell’alimentazione giapponese. La varietà più utilizzata è il riso Japonica a chicco corto. Una volta cotto, risulta leggermente appiccicoso, caratteristica ideale per la preparazione del sushi e per accompagnare diverse guarnizioni. Spesso viene raffinato per rimuovere lo strato esterno, esaltandone purezza e gusto. 

  • Noodles: il Giappone offre una straordinaria varietà di noodles, ognuno adatto a preparazioni differenti. Ramen, udon, soba e somen sono solo alcuni esempi. Possono essere serviti in zuppe calde, saltati in padella o gustati freddi in insalata, offrendo un’esperienza culinaria completa e appagante. 

Un piatto di noodles tipici giapponesi

Una sinfonia di sapori: dashi e pasta di miso 

La profondità di gusto che caratterizza molti piatti giapponesi si deve a un elemento chiave: il dashi, un brodo ottenuto facendo sobbollire fiocchi di bonito essiccato (katsuobushi), alga kombu oppure una combinazione di entrambi. 

  • Dashi: è spesso definito “l’anima della cucina giapponese”. È un brodo limpido e ricco di umami, utilizzato come base per zuppe, salse e innumerevoli altre preparazioni. L’essenza umami estratta dai suoi ingredienti crea il fondamento su cui gli altri sapori possono emergere e armonizzarsi. 

  • Pasta di miso: prodotta dalla fermentazione della soia, è un altro ingrediente imprescindibile. Esiste in diverse varianti, tra cui miso bianco (shiro miso), miso rosso (aka miso) e miso misto (awase miso). Il miso dona profondità, sapidità e un carattere distintivo a zuppe, marinature e glassature. 

Onigiri e zuppa di miso, cucina tipica giapponese

Tecniche di cottura tradizionali

Analizziamo in questo paragrafo le principali tecniche di cottura utilizzate nella cucina giapponese: 

Grigliare e saltare in padella 

La cottura alla griglia, spesso su carbone, conferisce a pesce e verdure un delicato aroma affumicato. La cottura in padella, invece, utilizza una piccola quantità di olio per creare una superficie croccante, come avviene in piatti iconici quali tempura e tonkatsu. Entrambe le tecniche valorizzano i sapori naturali degli ingredienti e sono fondamentali per costruire l’equilibrio tra consistenza e gusto che caratterizza la cucina giapponese. 

Cottura a vapore (Mushimono) 

La cottura a vapore è una tecnica delicata, spesso impiegata per ingredienti come verdure, tofu o pesce. Questo metodo preserva il sapore autentico e la consistenza degli alimenti, mantenendo il piatto leggero e armonioso. Il chawanmushi, una crema salata a base di uova, è un esempio perfetto di come il vapore permetta di ottenere una texture morbida e vellutata. 

Cottura lenta in brodo (Nimono) 

La tecnica del nimono consiste nel cuocere lentamente gli ingredienti in un brodo aromatizzato, generalmente preparato con dashi, salsa di soia e sake. Questo processo consente ai sapori di amalgamarsi gradualmente, dando vita a piatti intensi e confortanti. Preparazioni come il nikujaga (stufato di carne e patate) o l’oden (piatto caldo composto da vari ingredienti immersi nel brodo) sono celebri per il loro profondo sapore umami e per la consistenza tenera degli ingredienti. 

Preparazione a crudo (Sashimi) 

Pur non essendo una tecnica di “cottura” in senso stretto, la preparazione a crudo è centrale nella cucina giapponese, soprattutto per sashimi e sushi. Richiede ingredienti di altissima qualità e una straordinaria abilità nell’uso del coltello, per ottenere tagli precisi e raffinati. Il risultato è un gusto puro e fresco, che esalta il sapore naturale degli alimenti. 

Marinatura e fermentazione (Tsukemono) 

La conservazione sottaceto è un’altra tecnica ampiamente utilizzata nella cucina giapponese. Le verdure vengono immerse in una miscela di aceto, sale e talvolta zucchero o miso. Il processo di fermentazione crea un equilibrio tra dolce, acido e sapido, offrendo una nota rinfrescante che bilancia molti piatti. Gli tsukemono, i tradizionali sottaceti giapponesi, vengono spesso serviti come accompagnamento o come pausa rinfrescante tra una portata e l’altra nei pasti tradizionali. 

Piatti tradizionali giapponesi

La cucina giapponese è famosa per i suoi piatti tradizionali, ciascuno espressione di un equilibrio raffinato tra gusto, tecnica e identità culturale. Alcuni sono diventati simboli del Giappone nel mondo. 

Sushi: l’arte della precisione 

Il sushi è probabilmente il piatto giapponese più celebre a livello internazionale. Apprezzato per la sua essenzialità e per la purezza del gusto, il sushi rappresenta una sintesi perfetta di equilibrio e tecnica. 

  • Nigiri sushi: è composto da una piccola porzione di riso condito con aceto, modellata a mano e sormontata da una fetta di pesce fresco o frutti di mare, talvolta fissata con una sottile striscia di alga nori. La capacità di dosare correttamente quantità, consistenza e condimento del riso è una delle prove più evidenti dell’abilità del maestro sushi. 

  • Maki sushi: detto anche sushi arrotolato, viene preparato avvolgendo riso, pesce e verdure in un foglio di alga nori, poi tagliato in piccoli bocconi. Questa tipologia mette in risalto la varietà degli ingredienti e la loro combinazione armoniosa. 

Chef giapponese serve il sushi direttamente con le sue mani

Dove mangiare sushi in Giappone 

In Giappone è possibile vivere esperienze legate al sushi per ogni fascia di prezzo. Di seguito alcune proposte a Tokyo, Osaka e Kyoto, suddivise per livello. 

Fascia alta 

  • Tokyo: Sukiyabashi Jiro, ristorante tre stelle Michelin, noto per l’eccellenza del sushi e la straordinaria precisione dei suoi chef. 

  • Osaka: Koryu, ristorante di sushi di alto livello che propone un’esperienza omakase raffinata, con grande attenzione agli ingredienti di stagione. 

  • Kyoto: Sushi Hayashi, ristorante stellato Michelin noto per l’Edomae-zushi e il Kyo-zushi, preparati con pesce proveniente dai mari vicini. 

Fascia media 

  • Tokyo: Sushi Midori, molto apprezzato per l’equilibrio tra prezzo, porzioni e qualità. 

  • Osaka: Harukoma Sushi, conosciuto per le porzioni generose e l’ampia varietà di proposte. 

  • Kyoto: Sushi Iwa, locale stimato per la qualità del sushi e l’atmosfera accogliente. 

Opzioni più accessibili 

  • Tokyo: Sushizanmai, catena molto diffusa, nota per offrire sushi di buona qualità a prezzi contenuti. 

  • Osaka: Daiki Suisan Kaiten-Zushi, ristorante con sushi su nastro trasportatore, ideale per assaggiare diverse varietà a un prezzo ragionevole. 

  • Kyoto: Musashi Sushi, ottima scelta per chi desidera provare varie tipologie di sushi in un ambiente informale. 

Sashimi: eleganza essenziale 

Il sashimi rappresenta l’espressione più pura della cucina giapponese a base di pesce, valorizzandone il sapore e la consistenza naturali. 

  • Selezione di sashimi: un piatto di sashimi presenta fettine sottili di pesce e frutti di mare freschissimi, spesso accompagnate da daikon, foglie di shiso e wasabi. La semplicità della preparazione permette di apprezzare appieno la qualità della materia prima. 

selezione di sashimi, piatto tipico giapponese

Tempura: leggerezza e croccantezza 

La tempura testimonia la maestria giapponese nella frittura, capace di ottenere un risultato leggero e delicato. 

  • Ingredienti della tempura: può includere gamberi, verdure e persino patate dolci. La pastella, realizzata con farina, acqua ghiacciata e talvolta uovo, crea un rivestimento sottile e dorato che contrasta con l’interno morbido. 

Gamber in tempura, ricetta giapponese

Ramen: la profondità del brodo 

Il ramen è uno dei piatti più amati in Giappone, apprezzato per la ricchezza dei suoi brodi e la varietà di condimenti. In tutto il Paese esistono numerose varianti regionali. 

  • I brodi del ramen: il cuore del ramen è il brodo, che può essere a base di shoyu, shio, miso o tonkotsu. Ogni versione viene preparata con lunghe cotture che ne intensificano l’aroma e la complessità. 

  • I condimenti: tra i topping più comuni figurano fettine di maiale, germogli di bambù, uova morbide, alga nori e cipollotto. Ogni ciotola può essere personalizzata secondo il proprio gusto. 

foto rappresentativa del ramen, cucina giapponese

Dove mangiare ramen in Giappone: indirizzi consigliati 

Ecco alcune raccomandazioni su dove gustare il miglior ramen durante un viaggio nelle principali località giapponesi: 

  1. Tokyo (ma anche Osaka e Fukuoka) – Ichiran Ramen: famoso per il tonkotsu ramen personalizzabile, è possibile scegliere intensità del brodo, consistenza dei noodles e livello di piccantezza. Questa catena di ramen è presente con numerose sedi in tutto il Giappone e la filiale di Shibuya è particolarmente apprezzata dai turisti. Anche Ippudo Ramen è un’altra catena che compete con Ichiran e propone ramen di ottima qualità. 

  2. Osaka – Ramen Yashichi: piccolo locale molto apprezzato per i ramen shoyu e shio, saporiti ma equilibrati. Le porzioni giornaliere sono limitate per garantire qualità costante. 

  3. Kyoto – Gogyo Ramen: situato nel cuore di Kyoto, Gogyo è noto per il suo particolare ramen al miso “bruciato”. Il brodo viene leggermente tostato prima di essere unito a una base di miso tradizionale, dando vita a un sapore affumicato, intenso e davvero distintivo. 

Donburi: ciotole di riso complete 

Il donburi, ovvero le ciotole di riso condite, rappresenta una soluzione semplice e soddisfacente. 

  • Gyudon: è composto da sottili fettine di manzo cotte lentamente in una salsa leggermente dolce e servite su una ciotola di riso caldo. Storicamente, piatti come il gyūnabe, una sorta di hot pot a base di manzo, divennero popolari durante la Restaurazione Meiji, segnando una maggiore accettazione della carne rossa nella cultura alimentare giapponese. È un pasto rapido, semplice e appagante. 

  • Katsudon: cotoletta di maiale impanata e fritta, poi cotta in brodo con cipolle e servita su riso. Semplicemente delizioso. 

Oyakodon, una popolare specialità giapponese servita in ciotola

Okonomiyaki: la specialità alla piastra 

L’okonomiyaki, spesso definito un “pancake salato giapponese”, è un must da provare durante un viaggio in Giappone. 

  • Preparazione: l’impasto include cavolo tritato, farina, uova e ingredienti a scelta come maiale, frutti di mare o verdure. Viene cotto su piastra e completato con salsa okonomiyaki, maionese, scaglie di alga e fiocchi di bonito. 

Questi piatti tradizionali rappresentano il cuore della tradizione culinaria giapponese. Ogni preparazione riflette cultura, storia e tecnica, attraverso un equilibrio distintivo di sapori e consistenze. Se desideri approfondire, scopri anche la nostra selezione dei 10 cibi più popolari da assaggiare in Giappone

tipica okonomiyaki preparate sulla piastra rovente

Etichetta a tavola in Giappone

L’etichetta a tavola in Giappone è parte integrante della cultura del Paese. Riflette un profondo rispetto per il cibo, per chi lo prepara e per le persone con cui si condivide il pasto. In questa sezione esploriamo le consuetudini e i rituali che definiscono l’esperienza gastronomica giapponese. 

Usare correttamente le bacchette 

Le bacchette, chiamate hashi, non sono semplici utensili: rappresentano un elemento centrale della tradizione culinaria giapponese. 

  • Come impugnarle: il primo passo è imparare a tenerle correttamente. La bacchetta inferiore resta ferma, mentre quella superiore si muove per afferrare il cibo. È consigliabile impugnarle verso la parte superiore per avere maggiore controllo. 

  • Le regole da rispettare: esistono precise norme di comportamento legate all’uso delle bacchette. Non si devono usare per indicare, né conficcarle verticalmente nel cibo, gesto che richiama i rituali funebri. È inoltre da evitare il passaggio diretto del cibo da una coppia di bacchette a un’altra, poiché ha un significato simbolico nella tradizione giapponese. 

una persona usa le tradizionali bacchette giapponesi per mangiare il sushi

Come versare il sake 

Il sake, il tradizionale vino di riso giapponese, accompagna spesso i pasti e le occasioni speciali. Versarlo nel modo corretto è considerato un segno di rispetto. 

  • Non versarsi il sake da soli: in un contesto conviviale è consuetudine che sia un’altra persona a riempire il proprio bicchiere, e viceversa. Quando si versa il sake a qualcuno, è buona norma tenere la bottiglia con entrambe le mani. 

  • Kanpai: prima di bere, si solleva il bicchiere, si incrocia lo sguardo con gli altri commensali e si pronuncia kanpai, equivalente di “cin cin”. È un gesto semplice ma significativo. 

persone versano il sake nelle apposite ciotoline

Pratiche di rispetto a tavola 

L’etichetta giapponese pone grande attenzione al rispetto verso il cibo, lo chef e gli altri commensali. 

  • Mangiare con discrezione: a tavola si mantiene un comportamento composto. È preferibile evitare rumori eccessivi mentre si mastica, così da permettere a tutti di gustare il pasto in un’atmosfera serena. 

  • Terminare ciò che si ha nel piatto: finire il proprio piatto è considerato un segno di apprezzamento per l'operato dello chef. Lasciare cibo può essere interpretato come uno spreco. La zuppa di miso, elemento imprescindibile della cucina giapponese, viene spesso servita come accompagnamento ai pasti e, per rispetto, andrebbe consumata interamente. 

Omotenashi: l’arte dell’ospitalità 

Il concetto di omotenashi esprime l’idea di un’ospitalità autentica, attenta e premurosa, profondamente radicata nella cultura giapponese. 

  • Il saluto: all’ingresso di un ristorante o di una casa privata è importante salutare con rispetto. Nei ristoranti si viene accolti con un irasshaimase, mentre in altri contesti è appropriato un semplice konnichiwa. 

  • Togliere le scarpe: in molti ambienti tradizionali è richiesto togliere le scarpe prima di entrare. È un gesto che simboleggia pulizia e rispetto per lo spazio. 

  • Esprimere gratitudine: al termine del pasto è consuetudine ringraziare pronunciando gochisousama deshita, per esprimere apprezzamento per il cibo e l’ospitalità. In Giappone non è abitudine lasciare la mancia, poiché un servizio attento è considerato parte integrante dell’esperienza. 

Comprendere e rispettare l’etichetta a tavola in Giappone non solo arricchisce l’esperienza culinaria, ma dimostra attenzione e rispetto per le tradizioni culturali del Paese. 

Una donna giapponese si inchina

Mangiare fuori in Giappone

Mangiare fuori in Giappone è un’esperienza a sé, grazie a un panorama gastronomico straordinariamente vario, capace di soddisfare gusti ed esigenze molto diverse. In questa sezione vediamo come scegliere il ristorante più adatto e offriamo alcuni suggerimenti per orientarsi in tre delle principali capitali culinarie del Paese: Tokyo, Kyoto e Osaka. 

Come scegliere il ristorante giusto 

Scegliere dove mangiare in Giappone può essere entusiasmante, ma talvolta anche complesso, considerando l’enorme varietà di locali e la possibile barriera linguistica. Ecco alcuni suggerimenti utili. 

  • Fare ricerche online: esistono diverse piattaforme online che permettono di consultare recensioni, menù e fasce di prezzo. Siti come Tabelog e Gurunavi offrono elenchi dettagliati di ristoranti in tutto il Giappone. Anche Byfood è una risorsa interessante: propone selezioni curate e offre assistenza per le prenotazioni. Utilizzare questi strumenti consente di individuare un’esperienza gastronomica in linea con i propri gusti e il proprio budget. 

  • Considerare le proprie preferenze: la cucina giapponese è estremamente varia, si va dal sushi e dal ramen alla cucina kaiseki fino agli izakaya, locali informali dove si condividono piccoli piatti. È importante considerare le proprie preferenze culinarie ed eventuali esigenze alimentari prima di scegliere. 

  • Stabilire un budget: il Giappone offre soluzioni per diverse fasce di prezzo. Definire in anticipo il budget aiuta a orientarsi verso ristoranti coerenti con le proprie aspettative. 

  • Prenotare in anticipo: molti ristoranti rinomati, soprattutto nelle grandi città, richiedono la prenotazione. È consigliabile effettuarla con anticipo, in particolare per i locali più richiesti. 

  • Chiedere consigli agli abitanti locali: in caso di indecisione, può essere utile chiedere suggerimenti a residenti o al personale dell’hotel. Spesso conoscono indirizzi meno noti ma di grande qualità. 

  • Il menù in lingua giapponese: alcuni ristoranti propongono menù esclusivamente in giapponese. Conoscere alcune espressioni base legate al cibo può rivelarsi utile. 

  • Fare la fila: non è raro trovare lunghe file davanti ai ristoranti più popolari. L’attesa può far parte dell’esperienza, ma scegliere orari meno affollati permette di ridurre i tempi. 

un gruppo di persone consuma il proprio pasto in un ristorante giapponese

Ristoranti Consigliati 

Ecco alcuni ristoranti consigliati a Tokyo, Kyoto e Osaka, per vivere esperienze gastronomiche diverse. 

Tokyo: un mondo di cucine diverse 

Tokyo ha una vasta varietà di ristoranti di ogni genere, ecco la nostra selezione: 

  1. Sukiyabashi Jiro: per un’esperienza di sushi davvero speciale, puoi considerare Sukiyabashi Jiro, reso celebre dal documentario Jiro Dreams of Sushi. La prenotazione è indispensabile. 

  2. Mercato del pesce di Tsukiji: visita l’outer market per un’immersione nel meglio del pesce fresco. Tra bancarelle e piccoli chioschi puoi assaggiare sushi, sashimi e street food. 

  3. Ippudo: per una ciotola di ramen famoso in tutto il mondo, Ippudo è molto conosciuto, apprezzato per il brodo ricco e intenso. 

  4. Catene di ristoranti a Tokyo: se cerchi qualcosa di veloce, o un posto dove mangiare da solo in totale tranquillità, le catene sono spesso l’opzione più semplice. Ichiran Ramen e Yoshinoya possono essere due scelte pratiche.

  5. Ristoranti Internazionali: la metropoli giapponese ospita alcuni tra i migliori ristoranti internazionali per ogni gusto, quindi è difficile sbagliare scelta. Hai voglia di cucina coreana? Nessun problema: a Shin-Okubo, una fermata da Shinjuku Station, trovi la Koreatown di Tokyo. 

Chef giapponese mentre prepara le pietanze

Kyoto: il cuore della tradizione 

Ecco le nostre raccomandazioni per un ottimo pasto a Kyoto: 

  1. Kikunoi: per vivere l’arte del kaiseki, la cucina tradizionale servita in più portate, Kikunoi è una scelta di riferimento. L’atmosfera è raccolta e i piatti seguono la stagionalità. 

  2. Mercato di Nishiki: passeggia nella “cucina di Kyoto” e assaggia specialità locali, dolci, snack e i tipici sottaceti in stile Kyoto. 

  3. Giro Giro Hitoshina: un indirizzo interessante per un kaiseki creativo e più accessibile, dove ogni portata riserva una sorpresa. 

Due persone consumano un pasto giapponese

Osaka: capitale dello street food 

Vi consigliamo alcuni luoghi da non perdere per gustare dell’ottimo street food a Osaka:

  1. Dotonbori: esplora le vie animate di Dotonbori, una delle zone più celebri per lo street food. Qui puoi provare takoyaki, okonomiyaki e kushikatsu, gli spiedini fritti tipici della città. 

  2. Kuromon Ichiba Market: un vero paradiso per chi ama il cibo: tra le specialità da provare ci sono pesce fresco, manzo di Kobe e molte proposte tipiche di Osaka. 

  3. Kani Doraku: per un’esperienza incentrata sul granchio, Kani Doraku è un nome iconico. È famoso per i suoi piatti a base di granchio e per la grande scultura all’ingresso, ormai simbolo del locale. 

Questi consigli sono solo un assaggio delle esperienze gastronomiche che puoi vivere in Giappone. Quello che suggeriamo sempre ai nostri viaggiatori è di lasciarsi guidare dalla curiosità, provare le specialità locali e immergersi nella cultura culinaria del Paese. È un’esperienza che resta. 

Una giovane donna che mangia street food giapponese

La cultura gastronomica oltre il piatto

La cultura gastronomica giapponese non si esaurisce in ciò che arriva a tavola. Cerimonie del tè, dolci raffinati e festival animati raccontano un patrimonio culinario profondo e ricchissimo. Ecco alcuni aspetti culturali che rendono la scena gastronomica del Giappone davvero unica. 

Cultura del tè: matcha e non solo 

La cultura del tè in Giappone affonda le sue radici nella storia e nella tradizione, con una particolare attenzione alla consapevolezza e all’estetica. 

  • Matcha: è una polvere finissima di tè verde che viene mescolata con acqua calda fino a ottenere una bevanda vivace e schiumosa. È molto più di un tè: è parte integrante della cultura giapponese. Nelle cerimonie tradizionali, preparazione e degustazione seguono rituali precisi. Uno dei luoghi più indicati per vivere la cultura del tè è Uji, una cittadina a circa 30 minuti da Tokyo. 

  • Sencha: è il tè più consumato in Giappone. Si ottiene da foglie cotte al vapore e produce un’infusione verde brillante, dal gusto fresco e leggermente erbaceo. È spesso bevuto in modo informale e accompagna molti pasti. 

  • Ryokucha: ovvero “tè verde”, è un termine generale che comprende diverse tipologie di tè verde giapponese, ognuna con caratteristiche e profili aromatici differenti. La scelta dipende dalle preferenze personali e dal momento. 

Donna in kimono consuma del tè giapponese

Dolci e dessert: wagashi e altro 

I dolci giapponesi, chiamati wagashi, sono una tappa quasi obbligata, soprattutto per chi ama i dessert. La cucina tradizionale giapponese, inclusi i wagashi e altri dolci tipici, riveste un importante valore culturale e mette in risalto i sapori distintivi e l’estetica raffinata del washoku. 

  • Wagashi: sono dolci tradizionali che variano per forme, colori e sapori. Spesso sono preparati con ingredienti come pasta di fagioli rossi dolci (anko), mochi e matcha. Oltre a essere buoni, sono vere piccole opere d’arte commestibili. 

  • Taiyaki: è un dolce a forma di pesce, farcito con ripieni dolci come anko, crema pasticcera o cioccolato. È uno snack da strada molto diffuso e amato a tutte le età. 

  • Dorayaki: è composto da due soffici pancake che racchiudono un ripieno dolce, spesso a base di anko. È uno dei dolci più popolari in Giappone da generazioni. 

Wagashi autunnale giapponese

Festival e cibo 

I festival giapponesi, i matsuri, sono celebrazioni vivaci che raccontano anche la grande varietà della cucina del Paese. 

  • Hanami: durante la stagione dei ciliegi in fiore, molte persone si ritrovano per l’hanami, i tradizionali picnic nei parchi e nei giardini dedicati all’osservazione dei fiori. In queste occasioni non mancano i bento ricchi di assaggi, con specialità come onigiri e yakitori alla griglia. Se ti trovi in Giappone in primavera, approfitta al massimo della stagione dei ciliegi in fiore. 

  • Osechi ryori: è l’insieme dei piatti tradizionali di Capodanno, disposti con grande cura in eleganti scatole laccate sovrapposte. Ogni preparazione ha un significato augurale per l’anno che inizia e propone un equilibrio di sapori, consistenze e ingredienti. 

  • Obon: è una festività dedicata al ricordo degli antenati. Le famiglie preparano piatti specifici, come cetrioli e melanzane, e li offrono simbolicamente agli spiriti. Le offerte di cibo sono spesso accompagnate da danze Bon e altre celebrazioni. 

Donna giapponese con kimono tradizionale

Preservare la tradizione in un mondo moderno

Le tradizioni culinarie del Giappone sono state preservate con grande attenzione nel corso della storia, anche mentre il Paese abbracciava la modernità. Allo stesso tempo, la cucina giapponese si è evoluta, si è intrecciata con altre tradizioni gastronomiche e si è diffusa nel mondo, dando vita anche a piatti giapponesi contemporanei. 

Cucina fusion: quando la tradizione incontra l’innovazione 

La cucina giapponese non è rimasta immutata: si è adattata e trasformata, spesso incontrando altre culture culinarie e dando origine a nuovi sapori ed esperienze. 

  • Washoku e yoshoku: con washoku si indica la cucina giapponese tradizionale, mentre yoshoku si riferisce ai piatti giapponesi influenzati dall’Occidente. Preparazioni come il curry rice e il tonkatsu uniscono ingredienti e tecniche occidentali a un’impronta chiaramente giapponese. 

  • Il sushi nel mondo: un tempo considerato una specialità di nicchia, il sushi è diventato un fenomeno globale. In molti Paesi, gli chef reinterpretano il sushi in base ai gusti locali, creando combinazioni e roll creativi. 

La diffusione della cucina giapponese nel mondo 

La cucina giapponese ha oltrepassato i confini e conquistato persone in ogni parte del mondo, anche grazie alla sua capacità di parlare attraverso il cibo. 

  • Ristoranti giapponesi all’estero: dai sushi bar ai locali specializzati in ramen, i ristoranti giapponesi sono ormai presenti praticamente ovunque. Offrono un assaggio delle tradizioni gastronomiche del Giappone a un pubblico internazionale. 

  • Ingredienti giapponesi: salsa di soia, pasta di miso e alga nori sono entrati stabilmente nelle cucine di molti Paesi, contribuendo alla diffusione dei sapori giapponesi nel mondo. 

Un piatto di tipico sushi giapponese

Conclusione

Siamo arrivati alla fine di questa guida: a questo punto dovresti avere una visione più chiara di che cosa sia la cucina giapponese e di come apprezzarla al meglio. 

Se sei riuscito ad arrivare fin qui senza aver già prenotato il tuo ristorante preferito, puoi scoprire il nostro tour Giappone Gourmet oppure contare su di noi per organizzare il tuo prossimo viaggio in Giappone. 

FAQ - Domande frequenti sulla cucina giapponese 

Quali sono i piatti più famosi della cucina giapponese? 

Tra i piatti più conosciuti della cucina giapponese troviamo sushi, sashimi, ramen, tempura, donburi e okonomiyaki. Ognuno rappresenta una diversa espressione della tradizione gastronomica del Giappone, con tecniche e ingredienti specifici. 

Che cos’è l’umami nella cucina giapponese? 

L’umami è considerato il “quinto gusto” e rappresenta una nota saporita e profonda che arricchisce i piatti. È naturalmente presente in ingredienti come alghe kombu, funghi, salsa di soia e katsuobushi. L’equilibrio dell’umami è uno degli elementi centrali della cucina giapponese. 

La cucina giapponese è sempre a base di pesce crudo? 

No. Sebbene sushi e sashimi siano molto noti, la cucina giapponese comprende anche numerosi piatti cotti, come ramen, tempura, tonkatsu, stufati nimono e preparazioni alla griglia. È una gastronomia molto più varia di quanto spesso si pensi. 

È possibile mangiare vegetariano in Giappone? 

Sì, anche se è importante informarsi con attenzione. Esistono piatti tradizionali vegetariani, come lo shojin ryori, legato alla tradizione buddhista. Molti ristoranti offrono alternative senza carne o pesce, ma è consigliabile verificare la presenza di ingredienti come dashi, spesso a base di pesce. 

Qual è la differenza tra washoku e yoshoku? 

Washoku indica la cucina giapponese tradizionale, riconosciuta anche dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Yoshoku, invece, comprende piatti influenzati dalla cucina occidentale ma adattati al gusto giapponese, come curry rice o tonkatsu. 

È necessario prenotare nei ristoranti in Giappone? 

Nei ristoranti più rinomati, soprattutto a Tokyo, Kyoto e Osaka, la prenotazione è spesso necessaria. Per i locali di alta cucina o con pochi coperti è consigliabile riservare con anticipo. 

Quali sono le regole principali dell’etichetta a tavola in Giappone? 

Tra le regole più importanti: usare correttamente le bacchette, non conficcarle nel riso, non passare il cibo da una bacchetta all’altra, ringraziare a fine pasto dicendo gochisousama deshita e non lasciare la mancia, poiché non è prevista. 

Che cos’è la stagionalità nella cucina giapponese? 

La cucina giapponese segue il principio dello shun, ovvero l’utilizzo di ingredienti nel momento della loro massima freschezza stagionale. Questo approccio garantisce qualità, autenticità e un forte legame con i cicli naturali. 

Dove si mangia meglio in Giappone? 

Le città di Tokyo, Kyoto e Osaka sono considerate capitali gastronomiche. Tokyo offre una straordinaria varietà internazionale e ristoranti stellati, Kyoto è il cuore della cucina tradizionale kaiseki, mentre Osaka è famosa per lo street food. 

Perché la cucina giapponese è considerata una delle migliori al mondo? 

La cucina giapponese è apprezzata per l’equilibrio tra sapore, estetica e tecnica. L’attenzione alla qualità degli ingredienti, alla stagionalità e alla presentazione rende ogni piatto un’esperienza completa, che unisce cultura, tradizione e innovazione. 

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